In questi giorni pensavo al fatto che la scheda di un personaggio è spesso insufficente a capire il pg stesso. Contiene informazioni pressochè minime sul carattere e la storia e quasi niente del suo pensiero. Inoltre spesso non corrisponde al pg giocato (almeno i miei tendono ad essere diversi), che, in relazione con gli altri cambia e si sviluppa.
In teoria, giocando, si dovrebbe capire di più, ma molti vengono mossi di rado e sempre in relazione ai medesimi pg.
Così, nella mia mente malata, con brutte reazioni allergiche al caldo e che non ha un cavolo da fare, ho partorito quest'idea che mi sembrava carina, ma in realtà è non è altro che la conferma della mia alienazione estiva: intervistare i propri pg!
Ho iniziato con Gerritt pensando che fosse cosa breve, invece mi ha preso un po' la mano. però l'ho torchiato ben benino e, devo dire, io stessa ho scoperto molte cose di lui che non sapevo ^^
Quindi, se avete bisogno di saperne qualcosa di più, ecco qui tutte le info che mi sono venute in mente, gusti, aspirazioni, relazioni con gli altri, opinioni, idee e quant'altro.
Ricordo e preciso a tutti, che sono le SUE opinioni date dalla sua esperienza e dal suo modo di vedere. Non rispecchiano, nella maniera più assoluta, nè il mio giudizio su altri pg, nè, meno che mai, il mio giudizio su altri giocatori.
Ovviamente Gert è al 7 anno, quindi principalmente parla di loro.
Tutto quello che è scritto sotto potete considerarlo pubblico, nel senso che gli altri pg possono benissimo esserne a conoscenza e può essere usato e citato nei post o fornire idee e spunti di gioco.
Per finire, se qualcuno volesse rivolgere qualche altra domanda al Capitano, chiedere commenti od opinioni, o raccontare episodi del passato (ma ci sono le relative sezioni) è libero di scriverla sotto, sarà più che disponibile a rispondere o commentare.
Liberissimi inoltre, sia voi che i vostri pg, di scrivere i vostri commenti, opinioni, di rispondere a qualche sua idea o chiedere spiegazioni.
Ah, se non vi vanno bene le relazioni che ho creato (tipo è amico di...) avvisatemi che modifico.
Tra parentesi i miei pensieri, negli asterischi ciò che fa. Le sue risposte iniziano sempre con la G.
Intervista a Gerritt Dalpozzo
Ciao, siediti
(si siede incerto, apparentemente rilassato, ma in guardia).
G: Buongiorno
Allora, chi sei?
G: Gerritt Dalpozzo, ma va bene anche Gert e basta.
(Gli sorrido per rassicurarlo)
Bene, ti piace il tuo nome?
G: Veramente no… Insomma, non è che sia un granchè. E non mi dica una di quelle frasi di circostanza, tanto non cambio idea.
(Accenno una risatina)
D’accordo. Chi siete in famiglia?
G*spallucce*: Io e la mamma.*sorride* La mamma si chiama Adelaide, è italiana ed è bellissima.
Nessun’altro?
G: No. Non conosco mio padre o la sua famiglia e i nonni hanno buttato la mamma fuori di casa quando è rimasta incinta.
(Non sembra gradire l’argomento così cambio discorso.)
Ti piaci?
G*si passa una mano tra i capelli arruffati*: Ecco, no. Mi ha visto?
Sì, ma tanto replicheresti a qualunque cosa dicessi. E di carattere?
G*ci pensa*: Di carattere sì, direi di sì. Anche se forse sono un po’ troppo sospettoso e anche un po’ paranoico.
(Rido e lui accenna un sorriso imbarazzato.)
E il tuo miglior pregio?
G: Non so. Forse che mi preoccupo per gli altri. Sono sincero e non ho pregiudizi.
Cosa ti piace negli altri?
G: La schiettezza e la sincerità
E cosa no?
G: La falsità e l’ambiguità.
Ti piace andare a scuola?
G*ci mette un po’*: Alla fine credo di sì. Ogni tanto mi sento un po’ stretto qui dentro, ci sono molte cose che vorrei fare e posti dove vorrei andare e mi sento legato, ma non ci sto male e mi piace imparare. E poi c’è una bella biblioteca.
La biblioteca?(Chiedo sorpresa)
G: anche se non sembra mi piacciono i libri *ammette imbarazzato*, soprattutto quelli antichi. Mi piace leggere e quando piove è bello starsene in biblioteca o da qualche parte con qualche librone polveroso. Magari anche con un bicchiere di latte caldo.
Non l’avrei mai detto.
G*ride imbarazzato*: Perché in genere sono molto attivo e sono sempre in movimento, però ti assicuro che mi piacciono.
(E’ passato al tu senza rendersene conto, si sta un po’ rilassando.)
Cos’altro ti piace?
G: In che senso?
In generale, quali sono i tuoi gusti, come passi il tempo…
G: Mi piace muovermi, fare sport, giocare con gli amici. Ma anche scambiare quattro chiacchiere. Mi piace parlare. A volte parlo troppo e m’intrigo *s’imbarazza un po’*
Sei un tipo competitivo?
G*ci pensa*: Non lo so, diciamo che m’impegno per vincere, ma la vittoria non è tutto.
Puoi spiegarti meglio?
G: Allora quando si decide di giocare bisogna impegnarsi, altrimenti si rischia solo di far perdere tempo a sé e agli altri. Poi il risultato finale è un’altra cosa.
Con chi giochi di solito?
G: Un po’ con tutti. Insomma, chi è disponibile e in vena al momento. Spesso è Kzar che mi lancia qualche sfida e a quiddish gioco spesso con Indo e Ruben. Ah,i primi sono due miei compagni di scuola, ma in altre Case.
I tuoi migliori amici quindi.
G: Non so. Sì, forse sì. Anche Luz. E’ il prefetto. Però non credo di fare molta differenza tra loro.
Quindi ti piace giocare a quiddish?
G: Sì, sono portiere…*ci pensa dopo* anche capitano.
Wow, e ti piace?
G: Bè… bo… Non me lo sono mai chiesto. Prima era Luz, lui era bravo, io non lo so. Mi sa che non sono un granchè.
Perché?
G*scuote le spalle* Sono insicuro, ho sempre paura di sbagliare. Insomma, non so se gli allenamenti sono giusti, se prendo le decisioni giuste, se agli altri sta bene che sia io il capitano. Cose così…
E quando parli? Di cosa parli con i tuoi amici?
G: di tutto. Bè, spesso di scuola o dei prof. Ma anche di sport, o di qualche fatto curioso che è capitato.
E di ragazze?
G*Arrossisce un po’* Non tanto. Ruben ne parla e anche Indo, Luz e Kzar un po’ meno. Bè con Kzar non è che proprio parliamo più di tanto, il minimo indispensabile per sfidarci.
A te piace parlarne?
G: Di ragazze? Non tanto…
No?
G*un po’ più rosso*: m’imbarazza e poi non saprei cosa dire. Mi dispiace fare commenti poco carini…
Che cavaliere…Sentiamo, com’è la tua ragazza ideale?
G:*sembra perplesso, però ci pensa* Non credo di averne una…
Insomma avrai un’idea di che tipo di persona vuoi a fianco…
G: Bè, forte direi…
Forte? In che senso?
G: sì, insomma, qualcuno con carattere, che sappia affrontare il mondo.
(Per un momento ho pensato ad una specie di Maciste in gonnella)
Avrei detto qualcuno da coccolare e proteggere 24 ore su 24…
G*si passa una mano tra i capelli*: Ecco… no… Certo che la proteggerei sempre e comunque, però mi piacerebbe avere qualcuno a fianco che non dipenda in tutto e per tutto da me. O comunque sapere che è in grado di stare in piedi da sola. Vorrei che fosse indipendente.
Mi hai davvero stupito. Non me lo sarei mai aspettata. E l’hai trovata questa persona?
G: In che senso?
Sei innamorato?
G*Arrossisce*: Non lo so, forse sì…
Forse?
G: E’ che sono sensazioni strane, non lo so se è amore oppure no.
Diciamo che esiste una persona che ti ha colpito.
G: mettiamola così.
E possiamo sapere chi è?
G: Preferirei di no…
Neanche in confidenza?
G: No…
Posso farti una domanda imbarazzante?
G*guardingo*:Tipo?
Sei vergine?
G*avvampa tipo semaforo e mi guarda terrorizzato*
Ok, ho capito…
G*in un sussurro*: capito cosa?
Dolce e innocente come un neonato!
G: Sono un ragazzo serio io!*protesta* E ho una reputazione da difendere!
(E’ davvero carino così ingenuo e imbarazzato e la tentazione di prenderlo in giro è troppo forte.)
Reputazione da? Santo? Eremita?
G*sbuffa*: No. Da persona seria. Non prendo in giro gli altri. E… e poi quelle cose non m’interessano.
(Lo guardo perplessa.)
Quali cose?
G*rosso* le… le… smancerie e tutta quella roba lì.
I baci e le coccole?
G: sì
Ma… guarda che sono belli, provare per credere.
G: Bè a me fa schifo.
Ti fa schifo?
G: Sì insomma, tutti dicono che è fantastico, ma secondo me non è vero che piace a tutti. Insomma, a me non sembra una gran cosa che qualcuno ti infili la lingua in bocca. O che metta le mani… qua e là, ecco.
Preferisci mettercele da solo?
G*si alza di scatto, in fiamme forse per la vergogna forse per l’ira*
Ok, scusa, scusa, niente più domande imbarazzanti.
(Tentenna, ma continua a tenere il broncio.)
Dai, niente più cose spinte e se non vuoi rispondere non faccio illazioni. Va bene?
(Si risiede)
Senti, ma almeno ci puoi dire se hai provato? Se vuoi eh!
G: Un bacio… *borbotta*
… vero?
G: in che senso vero? Ci sono baci finti?
Uff, con la lingua?
G*titubante* No, senza.
(Suppongo che il mio nipotino di un anno sia meno innocente…)
E no ti è piaciuto.
G: Non lo so. Non è che non mi è piaciuto, però non posso neanche dire che mi è piaciuto… Era… un po’ umidiccio… Niente di così esaltante come dicono.
Bè, non indago oltre, se la poverina venisse a saperlo non penso ne sarebbe contenta.
G: No, penso di no.
Allora era una ragazza…
G: Certo che lo era. Carina anche… Cioè, secondo me era carina.
Ma non è successo nient’altro…
G*cenno negativo* No, nient’altro.
Va bene. Cambiamo argomento. Cosa vuoi fare da grande?
G*si rilassa e ci pensa* Non so. Probabilmente il primo lavoro che troverò appena uscito da scuola.
Non hai aspirazioni particolari?
G: Non è questione di averle o meno è questione di rendersi conto cosa si possa o non possa fare.
Mi è sembrato di capire che sei un bravo studente…
G: non è quello il punto.
Facciamo così, se potessi liberamente scegliere, cosa vorresti fare?
G: il medimago credo… o comunque qualcosa che aiuti gli altri… e che mi permetta di viaggiare. Non sono proprio sicuro di volermi fermare in un posto per tutta la vita.
Niente famiglia?
G: E’ difficile per qualcuno che è sempre in giro no?
Bè, effettivamente.
G:… e poi…
Poi?
G: No, niente, non sono sicuro.
Di cosa?
G: di quello che stavo pensando.
OK. Cibo preferito?
G: La carne, cucinata in tutti i modi. Soprattutto le bistecche.
(Rido… Molto da ragazzo come gusti.)
E i dolci?
G: i biscotti e le torte fatte in casa. Mi danno calore.
(Un sorriso innocente e sincero. Sembra un pulcino.)
Colore preferito? Musica?
G: Il rosso. Musica bella ritmata.
Da ballare?
G: Forse, ma io non ballo.
Perché no?
G: è… un po’ ridicolo no?
Io non direi.
G: Non so, i ballerini mi sembrano sempre un po’ stupidi.
E tu devi fare il figo.
G: Non devo fare il figo!*protesta*
D’accordo, d’accordo, non ti piace ballare. Serata con gli amici?
G: Pub e qualcosa da bere…
Sei minorenne…
G: non ho specificato…
Non fare il furbetto, cosa?
G*si passa una mano tra i capelli*: Burrobirra…
(Non sembra convinto…)
E cos’altro?
G: Cocktail o ruhm *ammette infine*
TI ROVINI LA SALUTE!
G: ma è una volta ogni tanto…
(Lascio stare, non sono sua madre.)
Come fai a bere ruhm? E’ orribile.
G: mi sono abituato al por…*s’interrompe*
Diciamo che godi d’immunità, continua.
G: bè, ho lavorato al porto quest’estate…
Saresti minorenne…
G: Avevo bisogno di lavorare e non è che ci fosse molta scelta.
Sai che i giovani non dovrebbero fare lavori pesanti?
G: non ho trovato altro…
E’ stata una bella esperienza?
G*s’illumina* Molto, gli altri scaricatori erano buffissimi, un po’ volgari e rozzi, ma di buon cuore. Mi facevano ridere e mi proteggevano.
Ti proteggevano?
G: sì, la sera al porto gira gente strana…
Qualche episodio buffo?
G*ride*: una volta ha cercato di adescarmi una vecchietta mezza matta. Diceva che ero suo marito e che dovevo smetterla di andare dietro ad altre donne. Mi hanno preso in giro fino alla morte per quella storia.
E i tuoi amici che dicono?
G: Non lo sanno. Non lo sa nessuno. Capirebbero perché l’ho fatto e non voglio compassione.
Sei orgoglioso?
G: Non lo so, ma la mamma dice che un po’ devo esserlo. Soprattutto delle esperienze che ho fatto. E che non devo vergognarmi di quello che sono.
Ha ragione. Ti vergogni?
G:Un pochino *ammette* Magari in apparenza no, però quando sono solo ci penso e … mi sento un po’ diverso dagli altri. Preferisco non parlare di me con loro, alcuni mi disprezzano, altri mi compatiscono, altri ancora mi guardano come se fossi un maniaco in cerca di attenzioni. Vorrei essere trattato normalmente.
Piangi mai?
G: Qualche volta sì. Però non dirlo in giro!
Promesso. Qual è il tuo tesoro più prezioso?
G: preferisco non dirlo.
D’accordo.
Posso farti una domanda cattiva?
G: cattiva in che senso?
Mi dici cosa pensi degli altri coinquilini? Loro non possono sentirti e non verranno a saperne niente.
G: bè… Crosdery è strano, c’è qualcosa in lui che mi mette in allarme e mi fa stare all’erta. A volte mi sento in colpa per questo perché non mi ha fatto niente. Però è più forte di me. Non riesco a fidarmi di lui e credo che lui se ne renda conto. Salem… non la conosco molto, si tiene distante da me, però credo che mi disprezzi. E poi… bè, è un po’ troppo ficcanaso, nel senso, non le sfugge niente e se fiuta qualcosa non la molla più. Adelia è imprevedibile. Siamo stati anche in classe assieme per 4 anni e ti giuro che la prendevo per un ragazzo. Anche perché non si faceva problemi a buttarsi nelle risse. Ha menato anche diversi ragazzi, soprattutto perché loro si facevano scrupoli a picchiare una ragazza, mentre lei non ci pensava due volte a menar le mani o i piedi.
Tu picchieresti una ragazza?
G: Certo che no!
E degli altri tuoi compagni?
G:Devo dire qualcosa di tutti?
Se vuoi…
G: Bè, penso che siamo tutti molto diversi e con pregi e difetti. Adoro i miei compagni anche se penso che Luz dovrebbe fidarsi di più dei suoi amici, Ruben e Night sono fantastici, mentre Ciprian mi lascia perplesso. E’ piuttosto chiuso e non riesco mai a capire cosa pensa così, diciamo che tendo ad essere diffidente nei suoi confronti, magari in fondo in fondo non gli va bene essere in stanza con uno come me.
Però è un Grifondoro
G: Questo non vuol dire, si può essere di una Casa per molti motivi, ma non siamo perfetti. Lui è un Duca e mi sembra normale se non gradisce avere vicino qualcuno che comunque gli è inferiore. Non lo fa con cattiveria, semplicemente è una cosa istintiva.
Gli altri?
G: Bè i Corvonero sono stranissimi, tutti molto intelligenti ma tutti abbastanza singolari. Forse il più normale è Hinrick. Però ammiro la sfrontatezza di Sagan e la sua abilità nel fare come vuole. Lan è bellissima e incarna perfettamente la mia idea di libertà. Cioè lei, è sempre se stessa, libera, spontanea, sempre consapevole di chi è e cosa fa.
Tu non ti senti così?
G: Non lo so. Ogni tanto faccio fatica a riconoscere me stesso. Cioè, è una cosa strana, magari mi alzo la mattina e mi ritrovo a guardare nello specchio qualcuno che non conosco. Oppure mi domando cosa ci faccio qui e se sto veramente facendo la cosa giusta. Mi sento… non lo so… fuori posto. E la cosa brutta è che credo mi sentirei fuori posto ovunque.
(Molto adolescente come pensiero. E inevitabile. Gli passerà)
Gli altri?
G: Bè Ludwig è un po’ come Ciprian, non riesco a capirlo e sono naturalmente un po’ diffidente nei suoi confronti. Cioè non è una diffidenza cattiva solo… Non so, forse sono mie paure inconsce. Indo invece è fantastico e fortissimo. Pensa che ho dovuto fare un allenamento speciale per parare i suoi tiri, altrimenti ci rimettevo un polso.
Via, vuoi dirmi che sei così fragile?
G: No, no. Però è innegabile che lui sia più forte di me. Anche Kzar è molto forte. Penso che si equivalgano, ma Indo era molto più… selvaggio, mentre Kzar più metodico, per questo i suoi colpi erano più facili da prendere.
E siamo ai serpeverdi…
G*fa spallucce*: Bè, gli altri mi ignorano e io faccio altrettanto. Se lo facciano per disprezzo, disgusto, odio o semplicemente perché sono totalmente irrilevante ai loro occhi non posso saperlo. Mi limito a non invadere il loro spazio e a stare attento alle spalle. Una sorta di ‘io ignoro te, tu ignori me’.
Però hai salvato De Serpos…
G: Vabbè, che c’entra? In certe situazioni non è che ti metti a pensare che è un serpeverde, che forse ti disprezza o altro. Agisci d’istinto e basta. Suppongo che l’avrei fatto per tutti.
Tutti tutti?
G*ci pensa*: Sì. Davvero. Qualcuno negli anni passati mi ha trattato davvero male, ma credo che se lo avessi trovato in simili condizioni avrei fatto la stessa identica cosa.
(Annuisco, probabilmente in certe situazioni l’istinto prevale su tutto)
E i Tassorosso?
G: Rayki è carinissimo e anche Malcom, anzi, ultimamente che lavoriamo insieme all’uovo, devo dire che sto scoprendo dei lati che non conoscevo e che mi piacciono molto. Penso di poterlo considerare un amico. Marcus mi piace perché non si fa problemi a dirmi le cose in faccia.
Tipo?
G: Tipo che sono tonto. E che devo smetterla di fare la crocerossina.
Crocerossina?
G: Il De Serpos di cui sopra, ad esempio; cioè secondo lui dovrei essere un po’ più cinico e smetterla di cercare di salvare tutto e tutti.
Ti risparmio commenti sul resto della scuola.
G*sospira rincuorato* Meno male!
Qual è il tuo abbigliamento preferito?
G: Jeans, magliette e scarpe da ginnastica.
Come vai a dormire?
G: Maglietta e pantaloni di una tuta.
Doccia o bagno?
G: Doccia, molto più veloce. Però ogni tanto andiamo nel bagno dei Prefetti a giocare.
Andiamo?
G: Sì. Possono usarlo anche i capitani delle squadre, così ogni tanto io e Indo ci divertiamo con l’acqua. Il massimo è quando per caso spunta anche Lake e diventa una guerra. In pratica riusciamo ad allagare il bagno.*scoppia a ridere*
Non ne dubito. Perché ridi?
G: perché l’ultima volta che è capitato io ero di spalle alla porta e Lake ha sollevato uno sfaglio d’acqua immenso, io l’ho evitato e in quel momento sono entrati Luz e Johannes, solo che Johannes era davanti e l’abbiamo lavato da capo a piedi… Non l’ha presa benissimo. Come se non bastasse avremmo dovuto essere dispiaciuti e scusarci, invece ci veniva mortalmente da ridere e non sapevamo come fare. Bè Indo non si è fatto molti problemi in verità. In più vedevamo Luz alle sue spalle che faceva l’impossibile per rimanere serio e la cosa era ancora più comica. Penso che ci siamo rivestiti alla velocità della luce e siamo letteralmente scappati. Ci abbiamo riso tutta la sera.
Poverino però…
G: Sì un po’ sì, e non volevamo prenderlo in giro volontariamente, però era così buffo!
Dove vai quando vuoi stare un po’ solo?
G: Al secondo piano, in una delle torri, c’è una vecchia aula piccola e in disuso. Non ci va mai nessuno e così ogni tanto vado lì a leggere e studiare oppure a guardare fuori. Mi piace stare seduto sui banchi o nel vano della finestra.
Qual è il tuo desiderio più grande?
G: Non so, vedere tutti felici credo…
Uno un po’ più egoistico?
G: Non saprei proprio…
Neanche riguardo a tuo padre?
G*ci pensa* Forse se proprio dovessi scegliere direi di sì, però non così tanto da impegnarmi per realizzarlo.
C’è qualcosa per cui t’impegni?
G*arrossisce*: sì…
La famosa persona di prima?
G: in un certo senso…
Cioè?
G: Bè, non in maniera diretta…
Non è molto chiaro.
G: Preferirei non chiarire.
Come vuoi… Facciamo un po’ di prime volte?
G*allarmato* In che senso?
Rido. Prima sbronza?
G*si rilassa*: al terzo o quarto anno, quando Ruben riuscì a imboscare in dormitorio una bottiglia di whisky incendiario. La mattina dopo eravamo a pezzi.
Prima sigaretta?
G: Opera di Ludwig o forse di Adelia, non mi ricordo, mi sembra al quinto anno, però non mi è piaciuta.
Prima notte fuori di casa?
G*ride*: Da quando sono nato!
Prima sculacciata?
G: Mai sculacciato.
D’accordo. Prima rissa?
G: a sei sette anni, a Berlino io e i miei amici con un altro gruppo di bambini.
… una cosa un po’ più seria?
G: qui a scuola con un Serpeverde più grande.
Primo amore?
G: Forse quello di adesso.
Niente fidanzatina da piccolo?
G: no, ci fermavamo troppo poco nei posti.
Primo furto?
G: mai rubato!
Neanche dalle cucine della scuola?
G: No! Anche perché è un po’ difficile chiamarlo furto.
Prima volta che hai ferito qualcuno? Non fisicamente.
G: Non lo so, penso di aver ferito un sacco di persone con le mie partenze improvvise.
Prima volta che sei stato ferito.
G: Da sempre. I bambini possono essere cattivi e hanno paura di chi è diverso.
La ferita che fa più male?
G: E’ sempre l’ultima. Credi che con il tempo ti abituerai, ma non è vero, impari solo a non farlo vedere fuori, ma dentro ogni volta è come e peggio di quella prima.
Qual è la cosa che ti ferisce di più?
G: Essere insultato per la mia condizione o per qualcosa che non ho cercato volontariamente e le menzogne sul mio conto.
Una persona che ammiri. Il primo nome che ti viene in mente.
G: Andreas Mallife
Prima parola detta? Se la conosci.
G: Mamma!
… non è che sei un po’ un mammone?
G*ridacchia* Sì, penso di sì. Ma lei è tutto ciò che ho sempre avuto. E poi è fantastica.
Il primo brutto voto.
G: al primo anno, a pozioni.
Il primo bel voto?
G: in volo.
Come sono andati i GUFO?
G: bene.
Paura per i MAGO?
G: Un po’.
Ti chiedo un'altra volta di essere cattivo, ma non troppo dai.Prof più odioso?
G: per ora direi Piton.
Il preferito?
G: Vitious
Il più professionale?
G: La McGrannitt
Il più sorprendente?
G: La Dump-Junker
Il più ostico?
G: Direi ancora Piton
Il più cialtrone?
G*ci pensa*: Non so, secondo me abbiamo dei buoni prof.
Anche Hagrid?
G: Sì, forse non sa spiegarsi bene, ma la sua materia la conosce a fondo.
Ok. Allora t’interrogo anche sui tuoi compagni.
G: Di nuovo?
Sì, ma al contrario.
G: Cioè?
Il compagno preferito?
G: Luz.
Il più odioso.
G: Non odio nessuno…
Bè, quello che ti piace meno.
G*ci pensa*: Jodomiah e Llewellyn, ma perché non li conosco, non mi hanno mai rivolto la parola se non il minimo indispensabile durante un compito o una lezione.
Il più strano?
G: Ludwig… Anzi direi i Corvonero in generale*ride*.
Il più carino?
G: intendi gentile? Credo Malcom
No, intendevo proprio di aspetto fisico.
G*si passa una mano tra i capelli* Non lo so, sono in molti ad avere successo.
Lascia stare.
La più carina? Anche al di fuori del settimo anno.
G: Lan.
Anche della scuola?
G: sì, secondo me sì. Però ce ne sono molte di ragazze carine. Elenthin e Candy ad esempio. Oppure quella ragazza con i capelli rossi del sesto anno Tassorosso. C’è anche una ragazzina deliziosa del quarto anno Serpeverde, anche se m’inquieta e non so perché. Gira sempre con una bambola.
E una certa Chouzette? Non penso sarebbe felice di uscire da questa lista.
G: Oh, ma lei non conta, è la sorella di Rayki. Le sorelle degli amici sono off-limits. Si deve essere follemente innamorati e avere il consenso del fratello per potersi avvicinare.
Che pensiero nobile…Il più forte?
G: Indo credo, ma anche Kzar si difende bene.
Il più intelligente?
G: Penso che se la giochino Hinrick e Ludwig. O forse sono solo quelli che lo dimostrano di più.
Il più stupido.
G: Io, anche se mi dicono che sono solo tonto, secondo me non sono tanto sveglio.
Rido. No dai, magari sei un po’ ingenuo…
Il più simpatico?
G: Ruben
Il più preciso?
G: Penso che se la giochino Ciprian e Johannes.
Il più intransigente?
G: Johannes. Anche il più puntiglioso.
Rido. Il più rispettoso delle regole?
G*ci pensa*: Ciprian, ma forse perché non si fa beccare, neanche da noi. Magari ancora Johannes, lui forse si avadrebbe prima d’infrangere una regola. E Sagan*ride* lui non è che le infrange, semplicemente ha la capacità di camminare sul filo che delimita ciò che si può da ciò che non si può. Lo invidio un po’.
Però è stato punito.
G*scuote una mano* Piton non conta, se potesse ci punirebbe solo perché respiriamo.
Il meno rispettoso delle regole?
G: Non so. Forse un po’ tutti ne infrangiamo qualcuna. Credo Indo, ma semplicemente perché gli vanno strette e le trova ridicole. Diciamo che non lo fa volontariamente.
Tu sei rispettoso?
G: Ci provo.
Qual è la regola che infrangi di più?
G: Il coprifuoco.
Sì? E dove te ne vai di notte? (suppongo niente di romantico, troppo ingenuo)
G: Da nessuna parte, aspetto che torni Luz dal giro di ronda.
E dove l’aspetti?
G: Fuori dal ritratto.
E non potresti aspettarlo dentro?
G: In genere c’è confusione, invece preferisco il silenzio del corridoio. Mi piace quell’attimo di tranquillità.
Ma perché lo aspetti? Paura che gli capiti qualcosa?
G: Non proprio, credo di essere io ad averne bisogno. Nel senso, quando siamo tutti dentro me ne sto più tranquillo. Finchè c’è qualcuno fuori mi sento in ansia, così preferisco aspettarlo fuori così lo vedo quando arriva da lontano e mi tranquillizzo. All’inizio si è un po’ arrabbiato, ma poi ha capito.
Ma non perdi punti così?
G: Bè, dipende da chi passa. Luz ovviamente non me li toglie, mi rimprovera e basta, solo che è veramente raro che passi lui. Anche Rayki è generoso, in genere si limita a rispedirmi dentro e stop. Ludwig dipende da come gli gira, a volte sì, altre no. L’ho detto è un tipo strano. Johannes sì, immancabilmente, e ho l’impressione che passi più spesso degli altri. Per la verità credo che dopo la terza volta mi avrebbe volentieri lanciato un paio di maledizioni risolvendo il problema alla base, ma suppongo che non possa farlo.*ride*
E come ti giustifichi con gli altri?
G: il giorno dopo in genere cerco di recuperarli e di guadagnarne qualcuno in più. Comunque non è che aspetto fuori proprio tutte le sere.
Degli altri non mi sai dire niente?
G: Bè, tendenzialmente quelli degli altri anni li vedo solo nei momenti comuni e quasi esclusivamente quelli della mia casa. Un po’ poco per dare un giudizio. Certo conosco i nomi di molti, ma niente più. Forse qualcosina dei membri delle squadre, ma più a livello agonistico che altro. Anche nella mia Casa potrei dire qualcosa sulla squadra e basta.
Bè, alla fine mi sembra una cosa normale.
G: Infatti.
Mi sa che abbiamo finito le curiosità
G: Meno male.
Possiamo tornare a farti qualche domanda se ci venissero in mente?
G: Sì certo.
(ve lo lascio in pasto, chidetegli tutto quello che volete sapere, o insultatelo liberamente ^^)
Una perla di Chiaretta e della sua Cheryl su Aleykos:
"...ho captato energie romantiche. Due piccioni con una fava, Charles! Su… dimmi. Quale è la cosa di cui Katharina VonAbendroth ha più bisogno?"
"Un buon balsamo revitalizzante? " azzardò. Reclinai il capo. Il mio fratellino… lui si che aveva occhio!
"A parte quello Charchar… un uomo! E… quale è la cosa di cui quel menagramo dark di Mortover ha più bisogno?"
"Un buon antirughe?" Beh. In effetti… a furia di storcere il naso era già peggio della griglia del sudo-qualcosa la sua faccia!
"No, sciocchino… anche se certo, l'antirughe gli farebbe bene. Mortover ha bisogno di una donna che gliela dia!"
"La crema?" Oh Merlino.
Un'altra versione del mio ragazzaccio: